NUOVE TECNOLOGIE E AGRICOLTURA

venerdì 19 aprile 2019

UNA SQUADRA DA 400 MILIONI DI EURO

È sempre più significativo l’impiego delle nuove tecnologie nell’agricoltura italiana: lo dimostra l’analisi di Coldiretti, basata sui dati dell’Osservatorio Smart AgriFood per Milano Agrifood & Travel Global Summit n.1. Innumerevoli i vantaggi: grazie all’utilizzo di sensori nei campi, di droni, di sistemi gps ed etichette intelligenti diminuiscono gli sprechi e aumentano le informazioni a disposizione del consumatore. Come spiega Coldiretti, infatti, “Con l’agricoltura di precisione si riesce a stabilire con esattezza quanta acqua e quante sostanze nutritive servono per una determinata coltura, qual è la giusta razione alimentare per un animale, ma anche eliminare infestanti attraverso interventi mirati, prevenire patologie, migliorare la resa delle coltivazioni e la stessa qualità dei prodotti oltre a rendere più facile il lavoro, ad esempio con la guida satellitare presente ormai sull’8% dei trattori”. Un gesto, dunque, in favore anche di Madre Natura, che punta a limitare l’impatto dell’attività dell’uomo sull’ambiente e a promuovere sistemi all’avanguardia nella produzione ecocompatibile.

E i risultati dai mercati non si sono fatti attendere: ben 400 milioni di euro il valore raggiunto dall’agricoltura di precisione in Italia, con una crescita vertiginosa del 270% in un anno. Uno sviluppo che non sembra destinato a fermarsi.  “L’obiettivo dell’Italia – spiega Coldiretti – è arrivare, entro il 2021, ad avere il 10% della superficie coltivata con applicazioni intelligenti sempre più evolute e adatte alle produzioni nazionali considerato che i vantaggi dell’agricoltura 4.0 vanno dalla maggior efficienza produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi e dell’impatto ambientale con minor utilizzo di sementi, fertilizzanti, agrofarmaci, acqua di irrigazione, carburanti, lubrificanti”.

Nonostante i traguardi raggiunti, però, resta un limite evidente: quello dell’omogeneità. Coldiretti ha sottolineato come esista un vero e proprio ““digital divide” tra città e campagna dove le nuove tecnologie sono uno strumento indispensabile per sviluppare le risorse che il territorio può offrire, ma le opportunità offerte dall’agricoltura 4.0, con l’utilizzo dei Big Data Analytics e del cosiddetto “Internet delle cose”, rischiano spesso di non essere colte a causa dei ritardi nell’espansione della banda larga nelle zone interne e montane”.